Pete Seeger

E’ morto Pete Seeger. Ho intrattenuto rapporti coi Seeger fin dagli anni ’80 e questa è l’ultima cartolina che Pete mi ha spedito qualche anno fa, in occasione di un intervista che gli feci per il manifesto quando compì 90 anni (la trovate in pdf su questo sito nella sezione ‘articoli’, anno 2009). Qualche anno fa se n’è andato anche Mike e oggi mi resta (ci resta) Peggy, che ha scritto una bellissima prefazione al mio libro su (e con e per) Ewan MacColl che uscirà quest’anno. La famiglia Seeger è stata un’istituzione della musica americana e più in generale anglosassone ed è riuscita, come prova questa cartolina (che perciò ho deciso di pubblicare), a pensarsi sempre come una famiglia di artisti militanti al servizio della politica, una politica intesa nel senso nobile della parola e non quella porcheria che conosciamo oggi. Con qualche errore di valutazione a volte, certo, ma con qualche errore che è fatale commettere quando ci si mette interamente in gioco. E loro lo hanno sempre fatto, con coerenza e onestà, anche pagando sulla loro pelle con ostracismi, boicottaggi, esili.

Fare thee well, Pete, may God bless you.

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Venerdì 31 gennaio parteciperò al XIX seminario internazionale di etnomusicologia presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia con una relazione dal titolo “Songs and the city, Itinerant Musicians as living ‘song libraries’ at the beginning of the 20th century in Naples”. Il tema del convegno svilupperà ed amplierà quello dello scorso anno, incentrato sulle nuove prospettive della disciplina e sul tentativo di trasformarla in una musicologia ‘transculturale’. Il programma completo dell’intera manifestazione è sul sito della Fondazione Giorgio Cini

Giovedì 23, dalle 17 alle 19, presso la Biblioteca di Mazzano Romano, presentazione del mio libro Gli spazi della canzone all’interno del ciclo “I giovedì dell’EdA”.

Gli spazi della Canzone

Questo libro era annunciato da molto tempo: ha avuto una lunga gestazione ma è finalmente in stampa per la LIM di Lucca in collaborazione con la Fondazione Roberto Murolo di Napoli.

Con una densa e lunga prefazione di Francesco Giannattasio, professore ordinario di etnomusicologia alla Sapienza Università di Roma.

copertina

Un lavoro sulla canzone napoletana in relazione alla cultura della città, alle sue metamorfosi urbanistiche, alla difficile ricostruzione di un’identità nel panorama nazionale subito dopo l’unificazione italiana. E poi la sua funzione ideologica, espressa nei testi ma anche nella stragrande maggioranza della letteratura ad essa dedicata che raramente l’ha indagata criticamente. Un’analisi a tutto campo che va dalle canzonette ottocentesche pubblicate sui ‘fogli volanti’ alla canzone di malavita contemporanea tenendo conto, naturalmente, della cultura popolare della città con cui la canzone ha dovuto necessariamente negoziare il suo ruolo.

pdf_icon Estratti dalla prefazione di Francesco Giannattasio

Gli spazi della Canzone

A book about the Neapolitan Song (in Italian):  Gli spazi della canzone Luoghi e forme della canzone napoletana (coming out in September, for LIM/Fondazione Roberto Murolo)

ibigjfgeNeapolitan Song is a world famous repertoire of popular music: born, as other urban genres, between the end of XIX and the beginning of XX century it has seldom undergone critical scrutiny. The book which will appear in Italy by the end of the year, tries to investigate Neapolitan Song in relationship to the urban metamorphoses of the city after the unification of Italy (1860) and in the light of the ideology the song brought in itself. The basic idea is that Neapolitan Song was part of a big project of modernization of the city which involved culture as well as city planning: the two worked in fact together, the second setting the streets free of the local folk culture in order to transform Naples into a real capitalist environment and, the first, providing the new social scenario with a proper form of entertainment. The Song grew as an important part of the identity of the local emerging bourgeoisie but it was, at the same time, taken up and continuously revised by the lower classes. The book tells the whole story of Neapolitan Song so far, investigating its different sub-genres, discussing its protagonists and the cultural industry that launched them, analyzing the meaning of the lyrics and the peculiarities of the music.