Nel nuovo album di Nando Citarella, tutti i brani sono commentati da giornalisti, da musicisti o da studiosi di musica e cultura popolare: a me, Nando ha chiesto di commentare la traccia che dà il titolo al disco e la canzone sulla festa di Piedigrotta.

Blow Up dedica la copertina alla mia retrospettiva su “Remain in LIght”, il capolavoro dei Talking Heads nel quarantennale della sua pubblicazione. In edicola a ottobre.

II giornata, Museo della Memoria, domenica 12 luglio 2020, ore 18.00: Disastri, memorie, comunità affettive del ricordo – Proiezione del film 3 marzo ’44. Storia orale e corale di una comunità affettiva del ricordo, di Vincenzo Esposito (50 min) -Conversazione con Vincenzo Esposito, Eugenio Imbriani («Ricordare e Dimenticare. L’oblio come pratica culturale»), Michele Schiavino («Ad memoriam. Ricordare Pier Paolo Pasolini – Ricordare gli ultimi»), Giovanni Vacca («La musica, il corpo, il ricordo, la voce»).

Viviamo in un’epoca di simultaneità in cui tutto sembra circolare alla velocità della luce. Eppure, per degli strani ‘buchi neri’ del tempo, a volte veniamo a scoprire cose che possono essere davvero inquietanti. Non è la prima volta che mi capita di sapere, per puro caso, che persone con cui sono entrato in contatto per vari motivi, o addirittura a cui sono stato legato da forte amicizia, sono scomparse da tempo. L’effetto è straniante, quasi beffardo, perché uno quelle persone se le immagina vive per anni e pensa di poterle incontrare o rivedere e invece scopre che si stava illudendo. Mi era successo all’inizio di quest’anno con il sindacalista siciliano Salvatore Lo Leggio, che ripubblicava sempre sul suo blog i miei articoli che lui amava di più, mi ricapita ora con due donne, di cui da tempo non avevo più notizie.

La prima è Marina Zanazzo. Marina aveva fondato e diretto a Venezia una brillante casa editrice, Corte del Fontego, che ha pubblicato libri bellissimi. Appassionata di tutto ciò che potesse riguardare le città, si era incuriosita per i miei saggi sul rapporto tra musica e urbanistica e voleva pubblicare un volumetto con una raccolta di articoli che trattavano questo argomento. Ci incontrammo anche a Roma, dieci anni fa, ma non riuscimmo a trovare del materiale così organico per poter compilare un intero volume che potesse stare nella sua linea editoriale. Il progetto non riuscimmo dunque a realizzarlo ma continuammo a sentirci per un po’. Ora vengo a sapere che è morta dopo lunga malattia nel 2017. Voglio ricordare, anche se tardivamente, questa donna intelligente e brillante con la copertina di un paio dei suoi bellissimi libri (ebbe tra l’altro il merito di ristampare l’introvabile e fondamentale “Mussolini urbanista”, di Antonio Cederna) che io cercavo e che lei mi regalò. Ciao Marina.

La seconda è Alessandra Petrassi, figlia di Goffredo Petrassi, uno dei più grandi compositori del ‘900, e della pittrice Rosetta Acerbi. Con lei, antropologa, grande appassionata di Napoli e di musica popolare, ho passato buona parte degli anni ’90 e ho condiviso tanti momenti; per questo la si ritrova anche nei ringraziamenti del mio “Nel corpo della tradizione”. Come spesso accade, purtroppo, nell’ultimo decennio ci eravamo persi e, nonostante avessimo numerose amicizie in comune, sono venuto incredibilmente a sapere solo ora che è scomparsa il 3 ottobre del 2018. Voglio ricordare questa ragazza simpatica, intelligente e generosa con questa bella foto che ho trovato in rete e che la ritrae al Quirinale in non so quale occasione. Ciao Alessandra.

Segnalo due cose nuove: Vinicio Capossela mi ha scritto qualche giorno fa inviandomi il comunicato stampa che mi chiese di scrivere nel 2013 per il suo progetto della Banda della posta e che ha ritrovato tra le sue cose. Lo potete leggere nella sezione ‘Collaborazioni e saggi’, in basso.

In Media e links trovate invece il collegamento al trailer di “Pagan Europe”, un bel film sulle tradizioni popolari europee per il quale mi hanno chiesto un parere.

Su Blow Up di maggio, un mio lungo articolo sulla trilogia discografica realizzata da Lucio Dalla e Roberto Roversi negli anni ’70, uno dei momenti più alti nell’intera storia della canzone italiana.

Su questo sito, nella sezione “Media, Link e Contatti”, la trasmissione di Rai Tre Fahrenheit del 10 aprile a cui ho partecipato e che era dedicata ai riti pasquali sospesi per l’emergenza Covid 19.